L’amore impossibile di Carroll

L’amore impossibile di Carroll

Lewis Carroll è lo pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson. L’autore di Alice nel Paese delle Meraviglie nacque a Daresbury il 27 gennaio 1832. Studiò a Rugby e poi al Christ Church College dove restò fino al 1861 come lettore di matematica, una materia che lo affascinava moltissimo e a cui dedicò voluminosi trattati. Sempre nel 1861 fu ordinato diacono della Chiesa Anglicana.

Nel 1865 cominciò a dedicarsi alla fotografia, i suoi soggetti preferiti erano soprattutto bambini. Fotografava indifferentemente sia maschi che femmine, ma il punto di svolta, nella sua vita, fu dato dall’incontro con la signora Liddell e, in particolare con una delle sue tre figlie, la piccola Alice che, all’epoca aveva quattro anni. Grazie a una fotografia scattata da Carroll sappiamo com’era la “vera” Alice: una bimbetta con i capelli scuri a caschetto e due grandi occhi azzurri.

Per divertire Alice e le sue sorelle, Carroll inventò una storia fantastica in cui una bimba particolarmente curiosa, di nome Alice, inseguendo un buffo coniglio, cadeva in una tana e da qui si ritrovava nel Paese delle Meraviglie. Il racconto fu dato alle stampe nel novembre del 1865 quando già i rapporti con la signora Liddell e le sue bambine si erano interrotti a causa di una furiosa lite. Ma che cos’era successo? Carroll aveva chiesto alla signora Liddell di sposare Alice che, all’epoca, aveva undici anni. Preso per pazzo, era stato cacciato via. L’amarezza di Carroll fu enorme, di fatto non riuscì mai a superare la cocente delusione.  Divenuto famoso con il suo “Alice nel Paese delle Meraviglie”, Carroll si dedicò con foga sempre maggiore alla fotografia. I soggetti erano sempre delle bambine di cui, puntualmente si invaghiva. Talvolta scriveva ai genitori delle piccole chiedendo loro di poterle ritrarre nude. Nel 1885 scrisse alla “sua” Alice che nel frattempo si era sposata:

Mia cara signora Hargreaves, suppongo che questa le parrà una voce dall’oltretomba, dopo tanti anni di silenzio; tuttavia […] L’immagine mentale di colei che per tanti anni è stata la mia amica-bambina ideale è come sempre vivida. Da allora ho avuto tante amiche-bambine, ma non è stata mai la stessa cosa.[1]

Quando i sospetti di pedofilia rischiavano di trasformarsi in accuse formali, Carroll gettò via la macchina fotografica e distrusse gran parte delle foto.

Molti artisti sono stati affascinati dal personaggio di Alice, in particolare i surrealisti che considerarono Carroll uno di loro. Indimenticabili le illustrazioni di Salvador Dalì per Alice!

A partire dagli anni ’30, i surrealisti furono attratti dai mondi fantastici ideati da Carroll, in cui le leggi naturali sono sospese in favore di regole soggettive e apparentemente casuali. André Breton, membro fondatore del movimento surrealista, scrisse: “tutti coloro che conservano un senso di ribellione riconoscono in Lewis Carroll il loro primo maestro nell’arte di marinare la scuola”. La Seconda Guerra Mondiale fornì un nuovo contesto all’interesse del surrealismo per Alice. A quell’epoca molti artisti furono costretti a fuggire dall’Europa continentale. Nelle opere realizzate durante l’esilio, diversi surrealisti si ispirarono alle storie di Carroll, vedendo nella figura di Alice un’eroina caparbiamente libera in un mondo assurdo e arbitrario.[2]

Il successo del libro, tuttavia, non lenì mai le ferite dell’autore il quale si rinchiuse sempre più in sé stesso. Un anno prima della sua morte, Carroll riuscì a incontrare nuovamente Alice, non sappiamo che cosa si dissero né se l’incontro fu in qualche modo rasserenante. Sappiamo però che Alice fu invitata ad assistere alla proiezione del film della Paramount intitolato “Alice”. Dopo la morte, avvenuta nel 1888, Carroll riuscì a fare qualcosa per la sua Alice che, ridotta in miseria, ricavò parecchio denaro dalla vendita del manoscritto originale ricevuto in dono un’estate di tanti anni prima quando lei era solo una bimba dagli occhi blu e Carroll un folle che credeva in un amore impossibile.

Pina Varriale


[1] Lewis Carroll e Alice Liddell: la vera storia di un amore folle, https://artselfiemuseum.altervista.org

[2] Alice nel Paese delle Meraviglie – Carroll come “progenitore surrealista”, https://icantastorie.wordpress.com

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